I cinque giorni epagomeni dell’antico calendario egizio

Il Dio Thot che aiutò la Dea Nut ( Fotografia condivisa con licenza Creative Commons)

Buongiorno e ben ritrovati/e, oggi desidero parlarvi dei  CINQUE GIORNI EPAGOMENI dell’antico calendario egizio.

Secondo l’antico calendario egizio a fine Luglio ci sarà l’ultimo giorno dell’anno, che sarà seguito dai cosiddetti 5 giorni epagomeni, che vuol dire semplicemente “fuori dal tempo”.  Infatti  il calendario egizio era costituito da tre stagioni di quattro mesi, ciascuno di 30 giorni, per un totale di 360 giorni seguiti, alla fine, da cinque giorni supplementari chiamati in egizio “quelli che sono fuori dell’anno” e chiamati, secondo la denominazione greca, giorni epagomeni.

Questi cinque giorni epagomeni venivano aggiunti alla fine dell’anno civile, composto da 360 giorni, in modo che la festività del wepet-renepet (assimilabile al nostro Capodanno) cadesse esattamente dopo un anno solare rispetto a quello precedente. Come ci narra un papiro dell’epoca ramesside, XIX e XX dinastia, gli Egizi giunsero al paradosso che l’inverno nascesse in estate e viceversa, ma non fecero nulla per ovviare all’inconveniente in quanto i contadini continuarono tranquillamente ad usare il calendario lunare (ovvero stagionale) mentre quello civile, cioè solare, veniva impiegato solo per usi amministrativi, per la tassazione e per calcolare la durata del regno dei faraoni.

Perché furono aggiunti questi giorni “fuori dal tempo”? Il tutto nasce da un mito.

Questo mito narra della creazione della città di Heliopolis, nel Basso Egitto, in cui il Dio Shu ( che rappresentava l’Aria)  e la Dea Tefnut ( che rappresentava l’Acqua) furono le prime divinità in assoluto; I loro figli erano Nut ( Dea del Cielo) e Geb ( Dio della Terra). Geb e Nut erano uno parte dell’altra, erano fratelli, sposi e amanti (Nella sua opera Iside e Osiride lo storico greco Plutarco narrò, tra le tante storie, anche le vicende di queste due divinità; i testi egizi che parlano di loro invece sono pochi e frammentari ma ci permettono di capire che il racconto di Plutarco si attiene fedelmente alla tradizione egizia). Ad un certo punto Nut fu separata da Geb, ma la Dea del Cielo era già incinta. Il Dio Sole Ra lanciò contro Nut una maledizione che le avrebbe impedito di partorire durante i 360 giorni che formavano l’anno lunare (non si conosce il motivo del comportamento del Dio Ra in quanto nessun testo riporta le ragioni di tale atto, ma alcuni studiosi pensano fosse per gelosia).

Allora Nut andò a chiedere aiuto al Dio Thoth, pregandolo di fare qualcosa per salvarla dalla maledizione che il Dio solare Ra aveva gettato su di lei. Thoth decise di aiutarla e per farlo pensò di ricorrere ad uno stratagemma: si recò da Khonsu, Dio lunare, patrono del tempo, e lo sfidò ad un gioco che si potrebbe equiparare al nostro gioco della dama: se Thot avesse vinto, Khonsu avrebbe dovuto donargli un po’ della sua luce. Fu così che  Thoth, quando vinse la partita, ottenne luce sufficiente per illuminare il mondo per cinque giorniche pose alla fine dell’anno, facendolo diventare più lungo. In quei giorni la dea Nut, libera dalla maledizione di Ra, poté finalmente partorire i suoi cinque figli: Osiride, Horus, Seth, Iside e Nefti.

Successivamente furono fissati le seguenti date dedicate a queste divinità:
– 24/08 nascita di Osiride;
– 25/08 nascita di Horus;
– 26/08 nascita di Seth;
– 27/08 nascita di Iside;
– 28/08 nascita di Nefti.

Se vogliamo una versione meno “romantica” si può pensare, come alcuni sostengono, che gli Egizi impiegarono questo stratagemma per spiegare il passaggio dal calendario lunare a quello di 365 giorni, usato ancora oggi.

Durante questi giorni non si celebravano grandi feste popolari, ma rituali religiosi all’interno dei templi per onorare la nascita dei 5 figli di Nut, la signora del Cielo.

Erano giorni propizi ad esercitare l’arte del “non fare”, svuotando completamente la mente da ogni pensiero e chi poteva si asteneva anche dal lavoro.

In questi giorni  l’energia sarà più alta e ci si potrà sentire particolarmente irrequieti.

Se volete anche voi onorare queste cinque divinità potrete accendere, nei giorni della loro nascita,una candela del loro colore:

candela verde per Osiride

candela giallo oro per Horus

candela nera o rossa per Seth

candela blu per Iside  

candela viola per Nefty  ♥

Un abbraccio di Luce

Selene

 

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